TRATTAMENTO DI DESENSIBILIZZAZIONE DI ALLERGIE ALIMENTARI A RISCHIO DI VITA
LA STORIA DI MARTINA
Nostra figlia Martina ha compiuto 7 anni a Settembre. Il miglior regalo di compleanno, sia per lei che per noi, e' stato il cambio drastico avvenuto nelle
nostre vite. Martina e' stata recentemente desensibilizzata da un'allergia al latte a rischio di vita.
L'ALLERGIA AL LATTE DI MARTINA
Martina e' stata da sempre allergica al latte. La prima volta che provammo a darle latte in polvere aveva 4 mesi: solamente assaggiando poche gocce le
si sviluppo' un'orticaria su tutto il corpo. Il pediatra che diagnostico' l'allergia raccomando' una rigorosa dieta di esclusione, nella speranza che con il tempo
e la crescita l'allergia diminuisse di intensita' fino eventualmente a scomparire, cosa che pero' non successe.
LA VITA CON UN'ALLERGIA ALIMENTARE A RISCHIO DI VITA
Negli anni successivi Martina ebbe diversi contatti accidentali con tracce di latte, seguiti da reazioni ogni volta piu' gravi.
Noi ovviamente iniziammo a prendere tutte le precauzioni che sono in genere raccomandate ai genitori di bambini con allergie
a rischio di vita: imparammo a leggere tra le righe di enormi etichette scritte a lettere microscopiche, andavamo raramente al ristorante
(e quando andavamo non davamo pace ai camerieri e ai cuochi finche' non ci mostravano la lista degli ingredienti di ogni piatto),
portavamo con noi la penna salvavita ovunque andassimo.
Nonostante i nostri sforzi, e nonostante la completa cooperazione di Martina, ci furono diverse esposizioni accidentali al latte che alla fine
ci condussero al pronto soccorso. Una volta, per esempio, ad una riunione fra amici, una persona preparo' una bibita senza latte per Martina, ma la mescolo'
per errore con un cucchiaino che era stato usato per mescolare una bibita che conteneva latte. Un'altra volta, Martina ebbe un attacco d'asma solo per
essere entrata in un piccolo bar dove la macchina del cappuccino riversava nell'aria vapori di latte.
Ovviamente Martina si sentiva diversa dagli altri bambini: non andava a mangiare la pizza, non partecipava alle vendite di biscotti a scuola, non poteva
nemmeno decorare i dolci di Halloween. Noi facevamo del nostro meglio per farla sentire normale, ma non era sempre facile, e gli altri bambini, quelli "sani"
non erano sempre comprensivi; addirittura alcuni genitori non si sentivano a loro agio ad inivitare Martina a casa loro, considerando la responsabilita'
che avrebbero dovuto assumersi.
NESSUNA CURA PER LE ALLERGIE ALIMENTARI A RISCHIO DI VITA?
Ogni due anni Martina ripeteva i test allergici, ma il risultato era sempre lo stesso: classe VI, la piu' alta possibile.
Noi diventammo membri della Rete per le Allergie Alimentari e l'Anafilassi, e di tanto in tanto contattavamo un nuovo dottore,
ricevendo pero' sempre la stessa risposta: "Non esiste nessuna cura per le allergie alimentari a rischio di vita".
SPERANZA ALL'ISTITUTO BURLO GAROFOLO
Finalmente l'anno scorso, dietro suggerimento della dottoressa Alessandra De Martino di Roma, leggemmo un articolo pubblicato sulla rivista specialistica
"Medico e Bambino", che descriveva il lavoro realizzato dall’Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico Burlo Garofolo di Trieste (www.burlo.trieste.it).
IL TASSO DI SUCCESSO DEL BURLO GAROFOLO
La clinica pediatrica dell’Istituto pratica una terapia di desensibilizzazione orale per il trattamento delle allergie alimentari dal 1995, con tassi di successo molto incoraggianti:
dei circa 200 bambini sottoposti a trattamento, il 60% ha lasciato l'ospedale con dieta libera; il 30% ha presentato un livello di tolleranza minima all'allergene
al momento del congedo ed ha raggiunto la dieta libera dopo approssimativamente un anno di trattamento a casa. Solamente il 10% dei bambini non e' stato in grado di
completare il trattamento, a causa di reazioni allergiche troppo severe (che a volte comprendevano gastriti acute) e forse perche' troppo giovane (tutti i bambini
in questa categoria erano al di sotto dei 3 anni di eta').
LE ALLERGIE TRATTATE
Le allergie trattate al Burlo Garofolo comprendono latte, uova e glutine, che sono gli allergeni alimentari piu' comuni in Europa.
Finora, l'Ospedale non ha mai trattato casi di allergia alle arachidi, la piu' comune e grave negli Stati Uniti.
IL TRATTAMENTO
Il trattamento consiste nella somministrazione progressiva orale dell'allergeno, iniziando con quantita' infinitesimali
e aumentando la quantita' ogni due ore (da 5 a 3 dosi quotidiane). Viene somministrato antistaminico due volte al giorno,
e viene applicato un catetere alla mano sinistra (che viene poi mantenuto per tutta la durata del trattamento) per garantire la
tempestiva somministrazione di adrenalina in caso di emergenza. Il trattamento dura approssimativamente 10-12 giorni, e
viene poi continuato a casa secondo uno schema determinato dall' Ospedale.
MARTINA AL BURLO GAROFOLO
Martina e' entrata in Ospedale il giorno 3 Luglio, 2006. Poiche' venivamo dagli Stati Uniti i dottori hanno deciso di estendere la degenza a 14 giorni,
per essere sicuri che una volta a casa il suo livello di tolleranza al latte fosse sufficientemente alto da consentire la continuazione del
trattamento in maniera sicura. E' stata dimessa il 17 Luglio, 2006.
La tabella che segue mostra il trattamento seguito da Martina e le reazioni allergiche che si sono presentate:
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